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La chiesa e l’oratorio di S. Bernardino                    

 

La chiesa e l’oratorio sorgono nel “Borgo” situato tra il versante occidentale e il centro storico.

Nel corso dei secoli molte famiglie di Mirabella volevano farsi seppellire nella chiesa e godere dell’intercessione del Santo e del suffragio dei confratelli; moltissimi i beni donati sia per soddisfare le esigenze di devozione sia per riceverne dei benefici spirituali.

Tra il 1656 e il 1694 ci furono diversi terremoti e la confraternita decise di costruire una chiesa a devozione di San Bernardino utilizzando la manodopera gratuita e denaro ricevuto in beneficenza non solo dalla popolazione ma anche dalle autorità ecclesiali e comunali.

I confratelli oltre la chiesa costruirono anche l’Oratorio che venne incorporato per metà nella struttura  posteriore della stessa chiesa. Per dare il dovuto lustro al complesso decisero di abbellirlo facendo pitturare i soffitti e le pareti, stipulando contratti con gli artisti che lavoravano a Mirabella ed infine acquistarono una nuova statua del santo a mezzo busto e anche una statua di santo Emidio considerato il protettore dei Terremoti.

Le pareti interne erano un aiuto alla popolazione, quasi tutta analfabeta e contadina, per far conoscere la vita di San Bernardino; così vennero dipinti sulle pareti i più significativi miracoli del santo .

Oggi di quell’epoca possiamo ammirare il soffitto, due altari di marmo,gli affreschi laterali,la sala dell’oratorio e alcune tele e statue.

 

Il soffitto di legno venne pitturato dall’artista Leonardo Pallante direttamente sul legno di castagno per il costo esiguo oltre ad essere meno poroso e più resistente all’umidità.

 

Monogramma Al centro fu collocato un bel quadro di notevoli dimensioni,forse dello stesso artista, raffigurante la gloria di San Bernardino che viene portato in cielo dove incontra la Madonna e l’Eterno Padre.

Le pareti dipinte da Liborio Pizzella Raffigurano in grossi quadri altrettanti miracolo. Al di sopra dell’antiporta venne dipinta la scena della morte del Santo.

Egli è disteso sulla nuda terra con un tronchetto che si solleva la testa.

Intorno si raccolgono sei frati, dei quali tre pregano e tre piangono, mentre un fascio di luce che piove da uno squarcio nelle nubi si vede volare verso il cielo la sua anima e quattro teste di angeli si fermano a guardare quel volto che sembra conservare ancora la dignità  e la freschezza del vivente .

Note: Articolo preso dal giornalino scolastico ''il carro'' della scuola media ''R.Guarini''
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