La storia di Mirabella Eclano
di Carmine Bruno
Gli insediamenti umani nel territorio dell’attuale comune di Mirabella
Eclano hanno origini molto antiche.
Questo territorio, sin dall’antichità, è stato ricco di corsi d’acqua,
terreni fertili ed aveva un clima mite. I resti di primi insediamenti,
databili al periodo eneolitico, sono stati rinvenuti nella contrada
Madonna delle Grazie e sono caratterizzati dalla presenza di tombe a
pozzo contenenti cadaveri e ricchi corredi funerari.
Le tribù che vi si stanziarono appartenevano al popolo dei Sanniti ed
agli Osci. Essi fondarono tra il VII e il VI secolo a.C. il villaggio di
Aikolanom dopo aver sterminato le popolazioni autoctone.
Per molti secoli nel medioevo vi furono dubbi circa l’esistenza di due
città, una con il nome Aeculanum, l’altra Aeclanum, poiché negli scritti
classici Cicerone scrive Aeculanum mentre S. Agostino Aeclanum.
La differenza tuttavia non sussiste perché Aeclanum è una forma
linguistica tardo-latina in cui viene omessa la consonante “C” . Infatti
gli scritti di S. Agostino sono posteriori a quelli di Cicerone e
databili al V secolo d.C
Con il sopraggiungere nel Sud Italia , ed in particolare nel Sannio,
delle truppe romane, tra il V e il IV secolo a.C. vi furono numerose
battaglie che penalizzarono molto le popolazioni Sannite ed Irpine.
Con la vittoria dei Romani contro Pirro e la conseguente sconfitta dei
Sanniti, la città di Aeclanum poté godere di un cinquantennio di pace
sotto il controllo di Roma.
Con le guerre puniche, tuttavia, gli Irpini si schierarono nuovamente
contro Roma a favore di Annibale e ,con la distruzione di Cartagine,
Aeclanum subì non pochi danni.
Schieratosi successivamente contro Silla nella guerra Sociale poiché il
popolo era contrario all’egemonia totale di Roma, Aeclanum fu
saccheggiata duramente dallo stesso Silla che era in ritorno dalla città
di Pompei.
Grazie però all’intercessione della potente famiglia Magia ai cittadini
Eclanesi fu concessa la cittadinanza Romana e la città di Aeclanum fu
concesso il titolo d ”municipium” e l’iscrizione alla tribù Cornelia.
Con tale Status la città incrementò notevolmente i traffici commerciali,
si munì di infrastrutture quali l’acquedotto, le terme, il foro ed un
teatro.
Nel periodo Paleocristiano fu importante centro tanto da possedere la
cattedra vescovile.
Dei suoi vescovi si ricordano il pelagiano Giuliano famoso per la sua
protesta teologica con S. Agostino.
Con l’avvento dei longobardi la città di Aeclanum fu compresa nel ducato
di Benevento ma nella lotta tra Longobardi e Bizantini l’agglomerato
urbano fu raso al suola dall’esercito di Costante II comandante
dell’esercito orientale nel 662.
La sua planimetria si ridusse “a pochi fuochi” tanto che le venne
attribuito il nome geografico di Quintodecimo poerchè distante
quidicimila passi (15 miglia) da Benevento.
Le disastrose lotte tra Papato e Normanni indussero i cittadini di
Quintodecimo a trasferirsi in un luogo più difendibile e lontano dalle
vie di comunicazione, troppo pericolose in quel tempo. Sorse così, nel
luogo in cui oggi è edificata Mirabella Eclano, la
città di Aquaputida che fu munita dai Normanni di un castello e si
dimostrò, come in precedenza Aeclamum e Quintodecimo, molto florida nel
commercio.
Durante la successione degli Angioini del Regno delle due Sicilie il
nome di Aquaputida mutò in Mirabella per via presumibilmente della
tradizione guerriera della città (dal latino infatti MIRA(RE) BELLUM
ossia “Propensa alla guerra”).
Non pochi erano gli scambi commerciali e culturali con la capitale del
regno (Napoli) favoriti dalla presenza del “Real cammino di Puglia” (ex
via Appia) tanto che la città di Mirabella fu una delle prime nel
Principato ad inalberare la bandiera della libertà nella rivoluzione
Napoletana del 1799 ed dei moti liberali del 1820 come testimoniano le
imprese del patriota Giuseppe Saverio Cappuccio.
Nel 1862 il re Vittorio Emanuele II concesse ai cittadini di apporre al
nome Mirabella il suffisso di Eclano .
Undici anni più tardi fu concesso a Mirabella Eclano il titolo di città
e l’autorizzazione di possedere lo stemma civico raffigurante la
fenice che si solleva da tre cumuli di roghi rappresentante la capacità
di Mirabella Eclano di rinascere dalle proprie ceneri in ogni epoca e
contesto storico.
Pagina oscura della sua storia è rappresentata dai numerosi terremoti
che hanno devastato tutta l'Irpinia.
I più disastrosi sono stati quelli del 1456, del 1688, del 1732 e del
1980.